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"Mi serve un omeopatico": cosa risponde davvero il farmacista dietro il bancone

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"Mi serve un omeopatico": cosa risponde davvero il farmacista dietro il bancone

Photo: APhA, Public domain, via Wikimedia Commons

«Mi serve qualcosa per il raffreddore, mi farebbe comodo un omeopatico». Frasi di questo tipo arrivano al bancone più volte al giorno. E ogni volta, prima di rispondere, il farmacista compie in pochi secondi una valutazione che il cliente non vede: cosa posso dire? cosa non posso dire? e soprattutto, cosa serve davvero a questa persona?

La legge, prima delle opinioni

In Italia i prodotti omeopatici sono registrati presso il Ministero della Salute e venduti in farmacia, ma godono di una deroga importante: le loro indicazioni d'uso sono definite «senza indicazioni terapeutiche approvate». In pratica, il confezionamento non può dichiarare che il prodotto cura una determinata patologia.

Per questo motivo il farmacista non può affermare che un prodotto omeopatico «guarisce» o «tratta» una malattia. Può fornire informazioni su come si usa, su cosa riporta il foglietto illustrativo e sulla tradizione d'uso del rimedio, ma non può fare promesse di efficacia. È un vincolo normativo che spesso sorprende i clienti, abituati a ricevere indicazioni precise per ogni altro prodotto.

La scienza e la coscienza

Dietro la norma c'è una questione più profonda. Le prove scientifiche disponibili non supportano un'efficacia specifica dei diluizioni omeopatiche oltre l'effetto placebo. La maggior parte della comunità farmaceutica e scientifica la pensa così, e anche molti farmacisti che vendono questi prodotti lo sanno bene.

Allora perché si vendono? Perché il ruolo della farmacia non è solo dispensare molecole: è accompagnare le persone. C'è chi arriva con una tosse da tre giorni e vuole «qualcosa di dolce», chi ha paura degli effetti collaterali dei farmaci classici, chi ha sempre usato quei prodotti per tradizione familiare. Negare il dialogo significherebbe spingere queste persone verso canali meno sicuri, come l'acquisto online senza alcun controllo.

Il vero valore sta nell'ascolto

Il momento più importante non è la consegna del prodotto, ma la domanda che lo precede: «Da quanto tempo ha questi sintomi?». Se la risposta è «due giorni», si può ragionare insieme su un rimedio sintomatico, anche classico, magari affiancato dalla scelta del cliente. Se la risposta è «tre settimane», il discorso cambia radicalmente: in quel caso nessun omeopatico, e nemmeno un qualsiasi autodiagnosi, è appropriato. Serve un medico.

È qui che si gioca la responsabilità del farmacista: usare la richiesta del cliente come porta d'ingresso per una valutazione corretta, non come conferma acritica di ciò che si è immaginato a casa.

Tre regole che seguiamo al banco

Sincerità quando viene chiesto. Se un cliente ci chiede esplicitamente se il prodotto omeopatico è efficace, rispondiamo onestamente: le evidenze scientifiche non lo dimostrano. Non è un giudizio sulla sua scelta, è un dovere di chi fornisce informazioni sanitarie.

Mai come sostituto di un farmaco necessario. Per un'ipertensione, un'infezione batterica, un diabete non controllato, la scelta omeopatica al posto della terapia prescritta è un rischio concreto. In questi casi l'opposizione del farmacista non è un'opinione: è un obbligo deontologico.

Attenzione ai segnali d'allarme. Febbre alta persistente, perdita di peso inspiegata, dolore toracico, sintomi che peggiorano: davanti a questi quadri, la conversazione si sposta subito verso il parere medico, qualunque sia la richiesta iniziale.

Libertà di scelta, con un alleato al fianco

Riconosciamo senza esitazioni il diritto di ogni persona di scegliere ciò che ritiene adatto al proprio benessere, compreso l'omeopatico. Ma una scelta consapevole richiede informazioni vere, non suggestioni. Il nostro impegno è quello di restare il punto in cui si può comprare ciò che si desidera, sapendo che c'è qualcuno pronto a dire anche ciò che non si vorrebbe sentire.

Il banco della farmacia è, alla fine, un luogo di negoziazione quotidiana tra scienza, normativa e umanità. Non sempre è comodo, ma è esattamente il servizio che una farmacia di fiducia deve offrire.

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