Febbre a scuola e panico al banco: il vademecum del genitore prima di scegliere lo sciroppo
Photo: Attributed to John Whitehead Walton (1815-1895), CC BY 4.0, via Wikimedia Commons
È uno degli scenari più ricorrenti al banco: un genitore che entra in farmacia nel tardo pomeriggio, un bambino arrossato per mano, e la richiesta che arriva quasi sempre uguale. «Mi dà qualcosa per la febbre, quello che funziona meglio». Dietro quella domanda si nascondono però diverse domande più precise, che vale la pena fare prima di aprire il portafoglio: quando la febbre va davvero trattata, quanto ne somministriamo e con quale criterio.
Febris, non è sempre il nemico
Il primo punto da chiarire con chi arriva al banco è che la febbre non è una malattia, ma una risposta di difesa dell'organismo. In un bambino altrimenti in buona salute, che beve, respira e reagisce ragionevolmente bene, non è necessario abbassare la temperatura a tutti i costi né riportarla alla normalità: l'obiettivo del trattamento è il benessere del piccolo, non il numero sul termometro.
Se il bambino gioca, accetta il cibo e non appare sofferente, spesso basta osservarlo, mantenerlo idratato e vestirlo comodamente. Se invece è abbattuto, si lamenta o non dorme, allora il farmaco antipiretico ha senso, indipendentemente dal valore letto.
Paracetamolo o ibuprofene: il dosaggio si calcola sul peso
Gli errori più frequenti non riguardano la scelta del principio attivo, ma la quantità. Entrambi i farmaci si dosano in base al peso corporeo, non all'età, e le indicazioni riportate sulla confezione sono indicative: se il bambino è molto in peso per la sua età, o al contrario molto magro, il dosaggio va adattato.
- Paracetamolo: come riferimento, circa 10-15 mg per chilo di peso, ogni 6 ore, senza superare le quattro somministrazioni nelle 24 ore.
- Ibuprofene: circa 10 mg per chilogrammo, ogni 8 ore, meglio assumerlo a stomaco pieno; è sconsigliato in caso di disidratazione, vomito frequente o sospetta varicella.
In farmacia possiamo aiutarvi a calcolare la dose esatta in millilitri in base al peso e alla concentrazione dello sciroppo: sono pochi minuti che evitano sia il sottodosaggio, inefficace, sia il sovradosaggio, potenzialmente pericoloso. Un consiglio pratico: usare sempre la siringa dosatrice fornita, mai il cucchiaio da cucina.
Alternare i due farmaci: un'abitudine da rivedere
Circola da anni l'idea che alternare paracetamolo e ibuprofene «funzioni meglio». In realtà le linee guida pediatriche sconsigliano questa pratica di routine: aumenta il rischio di errori di dosaggio e di confusione nei tempi di somministrazione, senza portare benefici reali. La strategia più sicura è scegliere un principio attivo, rispettare gli intervalli e passare all'altro solo se il primo non basta o se ci sono motivi specifici — ad esempio paracetamolo somministrato da poco e febbre nuovamente alta.
La checklist: quando serve il pediatra, non lo sciroppo
Ci sono situazioni in cui il banco della farmacia non è il posto giusto. Se il bambino presenta uno di questi segnali, il consiglio è di contattare subito il pediatra o il pronto soccorso:
- età inferiore ai 3 mesi con febbre (in questo caso sempre, senza eccezioni);
- febbre che supera i 40 °C o che non risponde al trattamento da più di 48-72 ore;
- sonnolenza eccessiva, irrequietezza persistente o incapacità di bere;
- difficoltà respiratorie, labbra o dita bluish;
- rigidità del collo, vomito a getto, macchie sulla pelle che non scompaiono alla pressione;
- convulsioni;
- segni di disidratazione: bocca secca, pannolino asciutto per molte ore, pianto senza lacrime.
Cosa portare a casa dopo la visita al banco
Oltre allo sciroppo scelto in base all'età e alle eventuali controindicazioni, il kit del genitore prudente comprende un termometro affidabile, sali reidratanti in bustine e un po' di calma: la maggior parte delle febbri infantili è di origine virale e si risolve in pochi giorni.
Il nostro suggerimento finale è di scrivere su un foglietto il peso aggiornato del bambino e tenerlo nel portafoglio o nel telefono: al banco, e in qualsiasi ambulatorio, quella singola informazione è la più preziosa di tutte.