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Dietro la confezione colorata: il manuale del farmacista per scegliere i fermenti lattici senza sborsare il doppio

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Dietro la confezione colorata: il manuale del farmacista per scegliere i fermenti lattici senza sborsare il doppio

Photo: pharmacist explaining probiotic supplement shelf pharmacy, via wellnessgroup.com.my

Sul banco dei fermenti lattici si consuma ogni giorno una piccola commedia. Il cliente arriva con la scatola dell'antibiotico in mano, si trova davanti uno scaffale che occupa ora due metri lineari e chiede, con sincerità disarmante: «Mi dia il migliore». Il problema è che «il migliore» non esiste: esiste il prodotto giusto per lo scopo giusto, e la differenza si legge tutta nell'etichetta. Non nel nome, che spesso è più evocativo di una pubblicità di dentifricio, e non nel prezzo, che non è di per sé un indicatore di qualità.

I ceppi: la prima cosa da cercare, non il nome del prodotto

Un fermento lattico serio dichiara sempre il ceppo con una nomenclatura internazionale completa. Non basta «Lactobacillus acidophilus»: servono genere, specie e ceppo, ad esempio Lactobacillus rhamnosus GG o Saccharomyces boulardii. Il ceppo è l'identità numerica del batterio: due ceppi della stessa specie possono comportarsi in modo completamente diverso, e sono i ceppi — non le specie — ad avere studi clinici alle spalle.

Se in etichetta trovate solo la specie, senza il ceppo, il prodotto può comunque essere legittimo, ma avete meno certezze su ciò che state comprando. Se invece leggete formule vaghe come «complesso di fermenti lattici» senza alcuna indicazione, il farmacista vi consiglierà di riporre la confezione sullo scaffale.

UFC: contano, ma con un'attenta lettura

UFC sta per Unità Formanti Colonia, ed è il numero di batteri vivi presenti in confezione. I prodotti in commercio vanno da 1 a 50 miliardi di UFC per dose, e chi fa marketing lo sa bene: «più miliardi» sembra sempre meglio. In realtà non è così semplice.

Quello che conta è che il numero dichiarato sia riferito alla scadenza e non alla produzione: un prodotto che dichiara 10 miliardi di UFC «al momento della produzione» può arrivare in fondo al scaffale con 2 miliardi. Inoltre, un numero enorme di UFC non serve a nulla se il ceppo non sopravvive all'acido gastrico o se non è quello adatto al vostro problema. Un Saccharomyces boulardii con 5 miliardi di UFC può essere più utile di un mix generico da 30 miliardi.

Le aggiunte: vitamine, prebiotici e altre sorprese

Molte confezioni vantano la presenza di vitamine, minerali o prebiotici come frutto-oligosaccaridi (FOS) e inulina. Attenzione a due questioni:

Un dettaglio pratico che molti ignorano: alcuni fermenti lattici vanno conservati in frigorifero, altri a temperatura ambiente. Se vi trovate spesso in viaggio, i formulati stabili a temperatura ambiente sono più comodi — e non per questo meno efficaci.

Tre situazioni tipiche al banco

Il turno di cure banale. Avete preso un ciclo di amoxicillina per una bronchite e volete «proteggere l'intestino». In questo caso servono ceppi con evidenza clinica in contesto antibiotico: L. rhamnosus GG, L. casei, S. boulardii. Non serve il prodotto da 40 miliardi di UFC: un formulato con 2-3 ceppi documentati, assunto a distanza di 2-3 ore dall'antibiotico e per tutta la durata della terapia più qualche settimana dopo, è la scelta sensata.

Il viaggio. Partite per un paese con igiene alimentare incerta e volete evitare la classica diarrea del viaggiatore. Qui il ceppo di riferimento è S. boulardii, che ha studi specifici su questo indicatore. Serve un prodotto stabile a temperatura ambiente: lasciate nel carrello quelli che richiedono la catena del freddo, a meno che l'hotel non abbia un frigorifero affidabile.

La prima volta con antibiotici. Molti clienti si presentano preoccupati perché hanno letto online che «gli antibiotici distruggono tutto». Il farmacista spiega la realtà: la flora si riprende da sola nella maggior parte dei casi, ma un supporto mirato può ridurre il rischio di diarrea da antibiotico, specialmente nei bambini, negli anziani e nelle terapie lunghe. In questi casi il fermento lattico ha senso; dopo un ciclo di 5 giorni in un adulto sano e ben alimentato, la discussione è più aperta.

Il prezzo: dove si nasconde il marketing

Il costo dei fermenti lattici varia da 5 a oltre 40 euro, e la differenza spesso non è giustificata dalla qualità. Alcuni segnali che il prezzo sta pagando la pubblicità e non il prodotto:

Un prodotto con 2-3 ceppi ben documentati, UFC dichiarate alla scadenza e formulazione adatta al vostro caso costa in genere tra 10 e 20 euro. Se state pagando molto di più, chiedete al farmacista cosa giustifica la differenza: spesso la risposta è imbarazzante.

In sintesi

Prima di comprare, guardate tre cose: il ceppo (con la nomenclatura completa), le UFC (dichiarate alla scadenza) e la formulazione (adatta al vostro caso: antibiotico, viaggio, disbiosi documentata). Il resto — nome, confezione, vitamine aggiunte, promesse sul lato — è spesso carta cellophane.

E come sempre: se avete dubbi, chiedete al banco. Preferiamo dieci domande prima dell'acquisto che un cliente insoddisfatto dopo. Anche perché, a differenza di ciò che suggerisce lo scaffale, il fermento lattico «giusto» non è quello più costoso: è quello che fa al caso vostro.

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