Integratori: cosa merita un posto nel carrello e cosa no, secondo il farmacista
Basta entrare in una farmacia per accorgersene: gli integratori occupano ormai scaffali interi, con confezioni colorate, slogan accattivanti e promesse che vanno dall'energia smisurata alla memoria di ferro. Ma quanti di questi prodotti hanno davvero un senso? Il nostro ruolo, in farmacia, non è vendere: è aiutare a distinguere ciò che può fare bene da ciò che serve soltanto ad allargare il mercato.
Prima regola: l'integratore integra, non sostituisce
Il punto di partenza è sempre lo stesso. Un integratore serve a colmare una carenza documentata o a supportare esigenze specifiche, non a riparare un'alimentazione disordinata né a trasformarsi in una medicina. Se si mangia in modo vario ed equilibrato, nella maggior parte dei casi non serve nulla. Detto questo, esistono situazioni in cui alcuni principi attivi si sono guadagnati un posto onesto nella letteratura scientifica.
I tre che valgono davvero
Vitamina D. È probabilmente l'integratore più discusso degli ultimi anni, e per una volta le evidenze lo giustificano in contesti precisi: carenza accertata, scarsa esposizione solare, età avanzata, osteoporosi. Un dosaggio di 25.000 UI settimanale o 2.000 UI giornaliera è comune, ma la somministrazione andrebbe sempre confermata da un'analisi del sangue. Costo indicativo: da 8 a 15 euro al mese.
Magnesio. Utile in caso di crampi muscolari, affaticamento e stress prolungato, soprattutto in soggetti che seguono diete restrittive o praticano sport intenso. Le forme più biodisponibili (citrato, bisglicinato) costano tra i 9 e i 18 euro al mese. Attenzione a chi ha problemi renali: in quel caso serve il via libera del medico.
Omega-3 (EPA e DHA). Gli studi più solidi riguardano la salute cardiovascolare e i trigliceridi elevati. L'effetto è moderato, ma reale, purché si scelgano prodotti con concentrazioni adeguate di EPA e DHA e non semplici capsule di olio di pesce generico. Prezzo indicativo: 12-25 euro al mese, a seconda della concentrazione.
Quelli da lasciare dove sono
- Multivitaminici "tuttofare" senza carenza documentata: raramente aggiungono qualcosa, spesso contengono dosi minime di decine di principi attivi.
- Detox e drenanti: il fegato e i reni fanno già il loro lavoro; questi prodotti agiscono soprattutto sul portafoglio.
- Collagene anti-età: digerito e smontato in aminoacidi, arriva alla pelle come qualunque altra proteina.
- Integratori per la memoria o il "focus": promesse di marketing, evidenze deboli o assenti.
Quando fermarsi e chiedere
Prima di iniziare qualsiasi integrazione, è il caso di consultare il medico — o comunque di passare in farmacia a parlarne — se si assumono farmaci cronicamente (alcuni integratori interferiscono con anticoagulanti e altre terapie), in gravidanza o allattamento, in presenza di patologie croniche, o se i sintomi che si vogliono trattare persistono da tempo. Un mal di testa ricorrente non si cura col magnesio: si indaga.
In definitiva, il consiglio migliore resta quello più banale: partire dal cibo, farsi analizzare se qualcosa non va, e considerare gli integratori uno strumento mirato — non un'abitudine automatica. In farmacia siamo a disposizione per aiutarvi a fare questa valutazione con onestà.